Profili Artisti (ed 2017)

ARTISTI

MARCO BERTOZZI Filmmaker e storico del cinema, dopo la laurea in architettura studia al DAMS di Bologna, a Ipotesi Cinema (con Ermanno Olmi e Mario Brenta) e all’Università Paris 8. Fa parte di quel gruppo di autori che, negli ultimi anni, ha contribuito alla rinascita del documentario italiano, unendo all’attività di filmmaker un forte interesse storico-teorico. Tra i suoi film: Appunti romani (2004), Rimini Lampedusa Italia (2004), Il senso degli altri (2007), Predappio in luce (2008). I suoi ultimi lavori sono: Profughi a Cinecittà (2012) intorno alla surreale vicenda del grande campo profughi negli studios romani, e Cinema Grattacielo (2017), film sul Grattacielo di Rimini, sorta di città in verticale che si staglia nello skyline adriatico, una torre di Babele che pulsa, ospita convivenze, incarna immaginari.

ILENIA CALEO. Performer, attivista e ricercatrice indipendente. Dal 2000 lavora professionalmente come attrice e performer, collaborando con, tra gli altri, Davide Iodice, Natoli, Carmelo Rifici, Tim Stark, Yoshi Oida. Tra i progetti in corso, prende parte alle produzioni Nella Tempesta e Raffiche di Motus. Ha dato vita con Silvia Calderoni a un atelier di ricerca aperto e orbitante intorno alle pratiche del performer e alla relazione tra teatro e spazio urbano, che si snoda tra indagini laboratoriali e residenze artistiche. Sta svolgendo un dottorato di ricerca con un progetto al confine tra performance studies e filosofia politica. È docente presso lo IUAV di Venezia e collabora con OperaViva. Attivista del Teatro Valle Occupato, è cresciuta politicamente e artisticamente nella scena delle contro-culture underground.

MAGGIE CARDELÚS. Artista ispano-statunitense, vive e lavora tra Parigi e Milano. Diplomata in Arte al Wellesley College (Massachusetts), approfondisce i suoi studi alla Columbia University e all’Hunter College di New York. Nel 1992 realizza le prime esposizioni negli Stati Uniti e in Europa ed in seguito è docente all’Accademia di Belle Arti di Santagiulia (Brescia). La sua opera, che combina vita artistica e vita familiare, ruota intorno ai temi della memoria, della maternità e dell’intimità del quotidiano. Tra le esposizioni più recenti si ricordano Doing Life (Galleria Kauffman Repetto, Milano, 2012), la retrospettiva Total Environment (Museo Patio Herreriano, Valladolid, 2014) e Tending to Black (Galleria F2, Madrid, 2014).

 

LUCA FERRI. Regista autodidatta, dal 2011 si dedica alla scrittura, alla fotografia e alla regia. Il suo primo lungometraggio, Abacuc (2014), è stato  presentato al Torino Film Festival e al Festival de Mar del Plata, mentre il successivo documentario Colombi (2016) ha preso parte alla sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia. Precedenti riconoscimenti in ambito cinematografico sono, tra gli altri, la selezione del lungometraggio Magog [o epifania del barbagianni] al Festival del Cinema di Pesaro (2012) e la proiezione di Ecce Ubu presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, nell’ambito delle proiezioni del circuito di cineasti Nomadica (2013).

 

MICHELANGELO FRAMMARTINO. Regista, nel 1997 si diploma in regia alla Civica Scuola di Cinema, dove entra in contatto con l’arte delle video-installazioni e con l’operato di Studio Azzurro. Ha insegnato Istituzioni di regia all’Università degli Studi di Bergamo, conduce il corso di Cinematografia presso l’Accademia di Brera e collabora con l’Università IULM di Milano. Calabrese d’origine, riporta la conoscenza del mestiere di pastore e dei luoghi dell’entroterra ionico nei suoi due lungometraggi, Il dono (2003) e Le quattro volte (2010). Tra le installazioni più recenti si ricordano Alberi (MOMA PS1, New York, 2013) e Sguardi in macchina (in collaborazione con l’Università della Calabria, 2014).

 

ANNA FRANCESCHINI. Artista, studia Media Studies all’Università IULM di Milano e nel 2006 si diploma in regia alla Civica Scuola di Cinema. È stata artista in residenza presso la Rijksakademie van beeldende kunsten di Amsterdam (2009-10) e l’International Studio & Curational Program di New York (2013). La sua opera coniuga cinema e arte, prediligendo gli oggetti, il loro impiego e il loro potenziale narrativo, come strumenti di ricerca nella relazione tra luoghi e memoria. Tra le esposizioni recenti: The Diva Who Became an Alphabet (Elisa Platteau Gallery, Bruxelles, 2014) e Before They Break, Before They Die (Vistamare-Benedetta Spalletti, Pescara, 2014); Mechanically Yours (Kunstverein für die Rheinlande und Westfalen, Duesseldorf) e Vitrine – Anna Franceschini (GAM – Galleria d’Arte Moderna di Torino, 2015).

LINDA FREGNI NAGLER. Artista, nasce a Stoccolma, vive e lavora a Milano. Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera, diplomandosi poi in Arti Visive alla Fondazione Ratti di Como e nel 2006 in Fotografia Cinematografica all’EICTV (Escuela Internacional de Cine y Televisión) di San Antonio de Los Baños (Cuba). La sua ricerca artistica verte sulla ricezione della fotografia e sull’analisi, il recupero e la riattualizzazione di immagini pre-esistenti. Tra le esposizioni personali: Un giro di campo (con Cesare Pietroiusti, Galleria F. Soffiantino, Torino, 2009) e Pour commander à l’air (Galleria Monica De Cardenas, Milano, 2015); tra le collettive: Hercule Florence. Le Nouveau Robinson (Nouveau Musée National, Villa Paloma, Monaco, 2017).

 

LEGA DI CULTURA DI PIADENA. Giuseppe Morandi è nato al Vho, una frazione di Piadena, da una famiglia contadina e operaia, e lì incontra Gianfranco Azzali, per tutti “Micio”, bergamino, figlio di bergamini di Drizzona. Sono i fondatori della Lega di Cultura di Piadena (1967), che fa ricerca sulla civiltà contadina, sulle lotte dei braccianti agricoli degli anni del dopoguerra, sul repertorio di canti popolari e della cultura “non egemone”. La produzione editoriale della Lega di Cultura mescola azione politica e culturale, con l’allestimento di mostre di fotografia e la produzione di film. A Pontirolo, durante la festa annuale, si tengono dibattiti sui temi di attualità e si assiste ai concerti di canto popolare tra migliaia di compagni provenienti da tutta Europa.

 

PAOLO LIPARI. Regista, è autore di numerosi documentari e cortometraggi che hanno ricevuto riconoscimenti in Italia e all’estero, tra cui il primo premio per Piano Piano (1998), ottenuto al Festival d’animazione di Annecy. Attento in particolare alla dimensione dei supporti materiali del cinema, ha di recente realizzato InOneAllMovie (2013), collezione di film compressi in un’unica immagine grazie alla sovrapposizione dei relativi fotogrammi, e Meno 35 (2017), documentario che affronta l’epocale passaggio dalla proiezione in pellicola a quella digitale.

 

 

TOMMASO LIPARI. Artista e videomaker, esordisce nel 2000 con il cortometraggio documentario Banditi e con il successivo video-diario Le grotte del formaggio (2002) vince al Sottodiciotto Film Festival di Torino. Trasferitosi a Roma, lavora come creativo per Fox International Channels e nel 2007 si sposta a Milano, dove all’attività di videomaker freelance affianca quella di artista, esponendo per la galleria Studio Maffei. Nel 2010 partecipa alla Biennale di Mosca con Stalker su un mare di nebbia. Contemporaneamente inizia a esplorare il mondo dell’animazione, la tecnica tradizionale, il reportage video. Proloco (2016) è presentato nella sezione Italiana.doc al Torino Film Festival e all’Istituto di Cultura Italiana di Parigi, dove Tommaso Lipari ha svolto una residenza d’artista.

PIETRO MARCELLO. Regista, studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli e approda alla regia da autodidatta. Insegna in carcere nell’ambito del video partecipato, lavora come organizzatore della rassegna Cinedamm presso il Damm di Montesanto (Napoli), di cui è stato uno dei fondatori. Nel 2003 realizza i suoi primi cortometraggi, Carta e Scampia. L’anno successivo vince il Festival Libero Bizzarri con il documentario Il cantiere. Il suo cinema si interroga su problematiche e contraddizioni, tradizione e cambiamenti dell’Italia. Per i suoi lungometraggi ha ricevuto diversi riconoscimenti, dal Premio Pasinetti Doc della Mostra del Cinema di Venezia nel 2007 per Il passaggio della linea, ai Nastri d’Argento per il miglior documentario con La bocca del lupo (2009) e Bella e perduta (2015).

SONENALÉ. Compagnia di teatrodanza diretta da Riccardo Fusiello, coreografo e danzatore, e da Agostino Riola, performer e regista. Fondata a Milano nel 2012, la compagnia ottiene prestigiosi riconoscimenti e collaborazioni in Italia e in Europa: Aarhus Performing Arts Centre, Danimarca; Centro Danza Canal, Madrid; ANTICORPI XL; E45 Napoli Fringe Festival. I loro lavori vengono ospitati in importanti festival e teatri italiani come il Festival Internazionale della Creazione Contemporanea (Terni), il Festival Exister (Milano), i Teatri di Vita (Bologna), il Teatro Kismet (Bari), Zona K (Milano), il Festival Internazionale Castel dei Mondi (Andria), la Vetrina della Giovane Danza d’Autore (Ravenna). Nel 2015 la compagnia trasferisce la propria sede operativa a Bisceglie in Puglia.

COSIMO TERLIZZI. Artista italiano con base in Svizzera, a partire dalla metà degli anni Novanta, a Bologna, inizia a sviluppare il suo lavoro attraverso l’uso di diversi media, dalla fotografia alla performance, dalla scultura alla video-arte. I suoi film sono stati presentati in festival italiani e stranieri e le sue opere sono state esposte, tra gli altri, al MACRO di Roma, alla Fondazione Merz di Torino e al Centre for Contemporary Art di Varsavia. Le persone, colte in rapporto al loro ambiente, e la ricerca dell’identità sono i suoi oggetti d’indagine privilegiata. Al suo lavoro sono stati dedicati tre omaggi: nel 2011 al Festival Internazionale del Cinema di Pesaro, nel 2012 al Careof di Milano e nel 2013 ai Cantieri Culturali della Zisa a Palermo.

 

FILIPPO TICOZZI. Regista e documentarista, realizza nel 2014 il suo primo lungometraggio Inseguire il vento, selezionato in vari festival internazionali (tra gli altri Visions du Réel, Full Frame, Filmmaker Festival, ecc.), e premiato come miglior documentario a Cinema Vérité, in Iran. In precedenza, aveva diretto la serie documentaria Il paese Sottile (2008), i cortometraggi Lilli (2008) e Dall’altra parte della strada (2010) e i documentari brevi Un cammino lungo un giorno (2011) e A tentoni come fosse notte (2014). Il secondo lungometraggio, Moo Ya (2016), prodotto con il sostegno del MIBACT, vince il Premio speciale della giuria per Italiana.doc al Torino Film Festival, il Premio Extr’A al Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina e il Premio come miglior film all’EtnoFilmFest di Monselice.