Memorie dell’immagine 2017

L’atelier del documentario (Filippo Ticozzi- Francesca Brignoli) – 17 h

Time the destroyer is time the preserver (T.S. Eliot)
Il tempo dà vita al cinema, suo intimo motore, ma sin dalla prima inquadratura il cinema cerca di ammazzare il tempo. Vuole neutralizzarlo fissandolo sulla pellicola, per possederlo e così ucciderlo (prima che lui uccida noi). Ogni fotogramma ci prova, continuamente, inutilmente. Il tempo è la vita che se ne va, la morte che vince, ineluttabile. Il cinema è il nostro schizofrenico tentativo di resistenza. Questo malinconico fallimento però partorisce immediatamente qualcos’altro, nell’atto stesso di filmare: il presente impossibile sparisce aprendo la strada a un suo simulacro che non ha più niente a che vedere con il reale vissuto, ma che è ibrido nuovo, miscuglio di oggettività della macchina che filma e essere umano che la anima, tra casualità e rigore, sfigurato souvenir del tempo che (forse) fu. Rimangono così dei frammenti ignoti, dove tutto sembra uguale a prima ma niente è come sembra. E noi li assembleremo. E, se siamo stati fortunati e saremo bravi, quei frammenti potranno rivelarci qualcosa di inedito sul tempo vissuto e a venire, eternità che ci affligge. L’intento del laboratorio è di cercare di scandagliare un poco queste possibilità del linguaggio audiovisivo, e per farlo in maniera ancora più forte ed esemplare ci concentreremo sul luogo per eccellenza della memoria: il museo. Questo ci darà una base potente da cui partire. Sceglieremo tuttavia un museo di storia naturale, dove la certezza storica vacilla un poco togliendoci riferimenti culturali precisissimi. A questo uniremo la riflessione sopra un testo di T. S. Eliot, autore che ha fatto del tempo uno dei fulcri della sua poesia, per fare qualche considerazione anche sul rapporto tra immagine in movimento e parola scritta. Partendo perciò dall’esplorazione della Pinacoteca Malaspina – Musei Civici e dalla lettura del terzo poema dei Four Quartets di T.S. Eliot (Dry Salvages) cercheremo, di raccontare la connessione tra un luogo e il tempo che lo abita, alla ricerca di scampoli audiovisivi che possano svelarci qualcosa di fuori dall’ordinario eppure così familiare, intimamente destabilizzante, come un deja-vu.
Si raccomanda la lettura di Dry Salvages di T.S. Eliot (terzo poemetto dei Four Quartets)

Programma
Lunedì 25 settembre 15.00 || 19.00
Momento di presentazione in Università. Aula Seminari (Palazzo San Tommaso)
Introduzione del laboratorio

Martedì 26 settembre 15.00 ||18.00
Sopralluoghi alla Pinacoteca Malaspina – Musei Civici

Mercoledì 27 settembre 16.15 || 19.00
Scrittura décupage. Aula Spettacolo (Palazzo San Tommaso)

Giovedì 28 settembre 16.15 || 19.00
Riprese. Pinacoteca Malaspina – Musei Civici

Venerdì 29 settembre 16.00 || 19.00
Montaggio e editing fìnale. Aula Spettacolo (Palazzo San Tommaso)

 

L’anfiteatro della memoria (Tommaso Lipari) – 17 h
L’edificio della memoria, secondo l’umanista Giulio Camillo Delminio, avrebbe dovuto contenere l’impronta mnemonica di tutta la conoscenza: una struttura fatta ad anfiteatro che avrebbe rappresentato, in una visione unitaria, la serie organica e armonica dell’universo, offrendo una summa paradigmatica dello scibile e una via spedita a cogliere e impossessarsi di ogni più minuta nozione. L’utopia era quella di realizzare una memoria materializzata nella forma d’una “fabrica” artificiale e organizzata in un sistema di luoghi rigorosamente ordinati. Questo progetto non venne mai realizzato e resta tutt’ora avvolto nel mistero.
Il laboratorio rinnova questa suggestione, volgendo il proprio sguardo non più alla dimensione del sapere, bensì a quella della memoria, declinando la volontà ordinatrice e chiusa originaria dell’anfiteatro in una prospettiva aperta e pronta ad accogliere i singoli ricordi dei partecipanti, come tessere di un mosaico infinito. Ognuno ritornerà indietro, pescando ricordi lontani e rivisitandoli grazie al confronto stretto con la materialità dei supporti (fotografici, figurativi, collage visivi, ready made, documenti d’archivio). La condivisione dei ricordi privati fatti immagine porterà il gruppo a realizzare una singolare istallazione visiva, che, passando attraverso la messa in
relazione delle singole cellule memoriali, restituirà un’immagine complessiva della memoria dove ognuno si riconoscerà come unità di un tutto.

Programma
Lunedì 25 settembre 15,00 || 19,00
Momento di presentazione.
Introduzione del laboratorio: cos’è l’anfiteatro della memoria; cosa dovranno fare gli allievi; la resa materica della memoria; il lavoro d’archivio. Percorsi di lettura: la memoria nell’arte e nel cinema; il lavoro d’archivio nell’arte; il ‘ready made’ e le avanguardie artistiche in relazione al concetto di “dèjà vu” in Sigmund Freud.

Martedì 26 settembre 15,00 || 18,00
Elaborazione: ogni allievo scriverà, in modo estremamente sintetica, dieci ricordi significativi e risalenti ad almeno dieci anni prima (memoria a lungo termine); ogni allievo selezionerà quattro ricordi dei dieci rammentati attraverso la scrittura, considerando che dovrà tradurre tali ricordi in un’immagine fissa.
Realizzazione delle immagini-ricordo.

Mercoledì 27 settembre 16,15 || 19,00
Realizzazione delle immagini-ricordo.

Giovedì 28 settembre 16,15 || 19,00
Realizzazione delle immagini-ricordo.

Venerdì 29 settembre 16,00 || 19,00

Conclusione della realizzazione delle immagini-ricordo; messa in relazione di tutte le immagini-ricordo, dalla memoria personale alla memoria collettiva.

Allestimento dell’Anfiteatro della memoria.